1 . - Le relazioni pubbliche sono la cultura del comunicare e il modo corretto di fare cultura comunicando. Onde evitare i ricorrenti fraintendimenti è bene ricordare che tre sono le dimensioni delle R.P.:

— etica, perché le R.P. sono un costume ispirato a norme morali

— organizzativa, perchè le R.P. sono una corretta con­dotta operativa

--- tecnica,  perché le R.P.  sono la valorizzazione agli occhi della opinione pubblica della condotta operativa mediante l’impiego di adeguati strumenti

Queste tre dimensioni sono tutte essenziali per le R.P.: trascurare l'una o l'altra di esse significa ugualmente non fare R.P.

Le R.P. sono un far bene e un far sapere bene quello che si fa bene; in ciò sta la loro concretezza ed i termini della loro applicabilità da parte di ogni azienda-ente pubblico o  privato, partito politico, istituzione religiosa…….

Nel risvolto di copertina di un libro di grande attualità (L’uomo di superficie)del noto psichiatra Vittorino Andreoli si può leggere “concentrati su un qui e ora puramente corporeo, abbiamo ucciso tutti gli dei e reso alla bellezza l’unica nostra religione. Non abbiamo più sogni, non coltiviamo progetti, non sopportiamo il silenzio, facciamo rumore per vincere la solitudine, sradicati come siamo dalle nostre origini, incapaci di amare, di insegnare ai nostri figli e di imparare dai nostri padri e siamo pieni di paura.” Allora ci rifugiamo nella esteriorità, nell’apparire, ed anche il comunicare è in funzione della "vendita”di una immagine fine a se stessa; poco importa che il suo retroterra sia liquido e scivoloso: l’importante è galleggiare, omologarsi a ciò che gli “altri” apprezzano, e poco importa quali sono i mezzi da usare purché si tenga la ribalta,anche per poco tempo… poi si vedrà.

Alla fatica di pensare, propria del pensiero critico, si ama sostituire la facilità del parlare a ruota libera, privilegiando i lustrini del messaggio ai suoi contenuti; e per rafforzarne l’impatto su una società che è solita ascoltare acriticamente si “grida” il messaggio, quasi a volerlo imporre con la violenza: affinché lo schiamazzo copra il vuoto mentale di chi lo pratica.Le relazioni pubbliche, se correttamente intese nella loro dimensione etica-tecnica-organizzativa e professionalmente praticate da soggetti dotati di un adeguato background di esperienza e di cultura, possono far recuperare consenso ai partiti politici, alla Chiesa cattolica, alla pubblica amministrazione, a qualunque ente o azienda in crisi di consenso attivando un rinnovato,costruttivo dialogo con l’opinione pubblica. L'informazione organizzata in chiave documentaria ed il corretto uso delle moderne tecnologie informatiche, favorendo l'esercizio del pensiero critico, garantiscono la formazione di opinioni motivate, la partecipazione consapevole, l'utilizzo del dubbio costruttivo quale strumento per alimentare le proprie certezze di coscienza, ed esprimere comportamenti con esse coerenti,nel pieno rispetto della pubblica opinione ed a tutto vantaggio della democrazia. 

 

2 - Da tempo e da più parti viene rimproverato alla Pubblica Amministrazione, fra le molte altre cose, anche la mancanza di impegno nel campo della promozione dell’immagine e della comunicazione: come dire l’incapacità di esprimere una politica di relazioni pubbliche. A ben guardare però non si può fare di ogni erba un fascio, e non mancano esempi significativi di impegno positivo proprio in tale settore. Per  esempio, se cerchiamo su Internet alla voce  “Comunicare l’impresa  -Notiziario ATM” troviamo una serie di interessanti notizie sulla storia del giornale aziendale di questa grande impresa di pubblico trasporto municipalizzata milanese; è un excursus dovuto all’’Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea- L’Istituto per la Lombardia di Storia Contemporanea- l’Università di Venezia IUV- Dopo aver tratteggiato in termini critici gli aspetti evolutivi caratterizzanti tale House Organ, che dal 1937 accompagnò i vari momenti della vita aziendale sino alla simbolica data del settembre 1962, i redattori di tale storia scrivono testualmente:

“Il cambiamento, che determinò allo stesso tempo un netto salto di qualità formale e un ampliamento non indifferente dello spettro dei contenuti trattati, giunse nel settembre del 1962. Inaugurato l’anno precedente il primo governo municipale di centrosinistra, anche la commissione amministratrice dell’ATM dovette risentire del mutato clima politico e alla sua presidenza venne nominato Napoleone Rossi, assessore alle finanze nella giunta precedente. Pure in una situazione finanziaria in via di peggioramento, in cui il disavanzo cresceva costantemente (principalmente a causa del rapido aumento del costo del lavoro e della diffusione della motorizzazione privata), i nuovi vertici aziendali si mossero nella direzione di uno spiccato rinnovamento lavorando su numerosi fronti, non ultimo quello dell’immagine e della comunicazione.
Uno dei frutti di questo lavoro fu la trasformazione del “Notiziario”, che dal settembre 1962 uscì in formato tabloid, con un nuovo direttore, Leonardo Montoli, e con una vasta schiera di collaboratori interni ed esterni (fra cui il noto esperto di trasporti Francesco Ogliari). Un nuovo giornale o un giornale nuovo?, si chiedeva il presidente in apertura e, lasciando al lettore la risposta, indicava nel miglioramento dei “mezzi di comunicazione fra Personale, Direzione ed Amministratori” l’obiettivo perseguito nella ristrutturazione del periodico (a. VII, n. 69, p. 3). Dotato di un numero di pagine variabile fra le 40 e le 130 circa, il nuovo “Notiziario” subì un effettivo miglioramento sia nel livello dei contributi tecnici, più ampi e approfonditi, sia in quello degli spazi dedicati alla formazione del personale, alla divulgazione e all’intrattenimento. Pressoché tutti i contenuti vennero organizzati in rubriche, ognuna dotata di un proprio simbolo grafico riconoscibile: “Conoscere l’ATM”, “Sicurezza sul lavoro”, “I problemi del capo”, “Notizie sindacali”, “Attività ricreative”, “Riservato ai pensionati” sono i nomi di alcune delle nuove rubriche. Le tecniche di comunicazione vennero evidentemente affinate. Facciamo conoscenza era uno spazio dedicato alle fotografie dei dipendenti ATM ritratti “durante lo svolgimento delle loro abituali mansioni” (a. VII, n. 69, pp. 30-31), spazio che riscosse un discreto successo a giudicare dagli apprezzamenti dei lettori pubblicati nella corrispondenza. Il rapporto con una fetta fondamentale degli utenti del servizio pubblico, ossia gli studenti, venne costantemente coltivato attraverso la rivista e mediante concorsi a loro espressamente dedicati, fino a che non fu istituita l’apposita rubrica “Giovani alla ribalta” (a. VIII, n. 81, p. 6). L’impaginazione moderna e la comparsa di pagine a colori snellirono e resero più dinamica la veste grafica. Approfondimenti sull’avanzamento dei lavori per la metropolitana, per le “linee celeri  dell’Adda”, sul ruolo crescente dei trasporti pubblici nel collegamento fra il centro e una periferia sempre più popolata (e sprovvista di servizi) venivano pubblicati regolarmente. Addirittura interi numeri monografici furono dedicati all’analisi e alla divulgazione della struttura dell’imponente sistema di trasporti pubblici gestito dall’azienda, in chiave naturalmente promozionale ma con un grado di qualità tecnica piuttosto elevato. Cessata, per ignote ragioni, la pubblicazione nel dicembre del 1965, il “Notiziario ATM” costituisce indubbiamente (soprattutto nei suoi ultimi quattro anni) una fonte interessante per chiunque intenda indagare la storia di Milano sotto il profilo urbanistico, economico e sociale.”

L’evoluzione del clima aziendale per effetto della comunicazione e la necessità di far fronte professionalmente al progressivo intensificarsi dei rapporti nazionali ed internazionali in vista della prossima entrata in funzione della prima linea metropolitana indussero la Direzione della ATM a costituire una Ripartizione Relazioni Pubbliche in grado di realizzare un programma globale di comunicazione rispondente ad una visione unitaria dell’azienda “pubblica per il pubblico interno ed esterno”. Tale Ripartizione risultava così composta: - ufficio documentazione e traduttori- ufficio pubbliche relazioni-ufficio stampa-redazione Notiziario ATM; se ne aggiudicò per concorso(ordine di servizio n. 325 del 30 settembre 1970)  la titolarità il direttore del Notiziario Leonardo Montoli , socio fondatore della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana. La posizione di avanguardia dell’ATM ne fece un punto di riferimento per le altre aziende municipalizzate italiane tanto da indurre la CISPEL (Confederazione Italiana dei Servizi Pubblici degli Enti Locali) ad incaricare(P.R./cam/16 luglio1974) il funzionario capo della ripartizione RP-ATM di redigere un “ manuale delle relazioni pubbliche nelle aziende municipalizzate”. Analoghe consulenze nel settore vennero richieste a tale funzionario dalle Ferrovie Nord Milano(Amm 9.1/170-14 luglio1982); dalla Camera di Commercio di Milano(Prot.n.001219-I.P.-FORMAPER/gr-14 gennaio 1986); dalla Regione Lombardia(IV Commissione Consiliare Istruzione-Cultura-Informazione-8 settembre1978). A testimonianza della stretta sinergia fra l’Amministrazione  Civica di Milano, e la municipalizzata ATM, accomunate dalla particolare sensibilità alle relazioni pubbliche, in data 28 aprile 1979 il Sindaco di Milano chiedeva ai vertici responsabili dell’ATM di rinnovare l’autorizzazione al  capo ripartizione RP-ATM “in occasione delle prossime votazioni per le elezioni politiche e quelle europee a sviluppare nei confronti della cittadinanza un’azione di relazioni pubbliche analoga a quella attuata in concomitanza con le elezioni politiche del 1976 e del referendum del 78”.

Dal canto suo l’Assessore alla Ripartizione Aziende Municipalizzate e Partecipazioni Comunali ( Prot. 1237/76 - 24 febbraio 1976) invitava  il Capo Ripartizione RP ATM “ad approfondire per quanto riguarda le aziende municipalizzate operanti a Milano l’indagine già condotto a livello nazionale per conto della CISPEL onde poter avere un quadro di riferimento preciso circa le attività di relazioni pubbliche svolte dalle aziende del Comune di Milano, Per analogia sarebbe bene che tale indagine venisse estesa anche alle società per azioni a partecipazione comunale.” L’autorità delegante chiedeva altresì “la stesura di una traccia di programma globale di RP che preveda uno sforzo unitario delle municipalizzate milanesi in vista di un miglioramento qualitativo dei rapporti con la cittadinanza, ai quali annetto carattere della massima importanza”. Siamo dunque di fronte ad un impegno corale dell’Amministrazione lombarda pienamente consapevole dell’importanza della comunicazione in chiave RP quale filo conduttore di una attività “politica” seriamente impegnata al servizio della cittadinanza mediante la gestione della comunicazione come strumento di partecipazione. Va peraltro sottolineato il fatto che  la ATM di Milano,dal canto suo, è ancora  oggi presente con una ragguardevole ricchezza comunicativa in rete, perfettamente in linea con lo stile dei tempi. Quella dell’ATM di Milano è una storia certamente molto significativa;  tuttavia   nel campo della pubblica amministrazione  non è detto che un’indagine ben condotta non possa portare a  rinvenire tracce dell’esistenza di  analoghe attività,anche nel passato recente o remoto; tracce che possano testimoniare un impegno degno di considerazione e tale da contrastare decisamente   la leggenda che comunque, da sempre, tutto va male nell’ambito pubblico, considerato regno di fannulloni.

 

3.- A riprova della vitalità del mondo della Pubblica Amministrazione nel campo delle moderne tecniche di comunicazione va segnalato che la CISPEL - Confederazione Italiana dei Servizi Pubblici degli Enti Locali -già il 24-25-26 febbraio 1972 organizzò a Verona un “Seminario di aggiornamento sulle pubbliche relazioni nelle imprese pubbliche degli enti locali” rivolto a dirigenti e funzionari che svolgevano attività di pubbliche relazioni, rapporti con la stampa, pubblicazioni aziendali, relazioni con gli utenti, affari generali e segreterie generali. Il Seminario si rivolgeva altresì a dirigenti e funzionari del servizio personale che si occupavano espressamente di relazioni col personale. Venivano inoltre  invitati a partecipare gli amministratori e i direttori delle varie aziende italiane. Il gruppo dei relatori annoverava direttori del Ministero dell’Interno e dei Servizi Parlamentari, esperti della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, funzionari  delle aziende municipalizzate di Milano (Leonardo Montoli), Genova e Brescia. È interessante notare come il Seminario convochi  contemporaneamente uomini impegnati nei rapporti col mondo interno dell’azienda ed uomini impegnati sul fronte delle relazioni esterne aziendali; con ciò indirettamente affermando il principio della globalità delle pubbliche relazioni tese ad attivare,  in termini etici- tecnici- organizzativi, una  dinamica della comunicazione d’impresa che sfoci nel consenso attraverso la costruzione dell’immagine. La storia della evoluzione della comunicazione d’impresa registrava nel contempo l’affacciarsi sulla ribalta della tecnologia dei nuovi strumenti audiovisivi. La CISPEL, avvertendo l’attualità della comunicazione audiovisiva per tutte le aziende, per i comuni e per le regioni impegnati ad instaurare un dialogo  costruttivo con i propri pubblici interni ed esterni nel quadro di una moderna politica di pubbliche relazioni, il 17 aprile 1975 organizzò, a Sirmione del Garda, una “Giornata di studio sugli audiovisivi nelle aziende e negli enti locali”. Per dar modo agli intervenuti di constatare direttamente e concretamente le modalità di impiego di tali mezzi, discutendo contemporaneamente anche le problematiche connesse in termini organizzativi ed economici, quale  relatore unico dell’incontro venne designato il capo del Centro Produzione Audiovisivi dell’ATM di Milano, Leonardo Montoli, che l’aveva creato e lo dirigeva curando personalmente la regia e il montaggio dei programmi, avvalendosi di un team di esperti aziendali (appositamente addestrati) di sole tre persone (cameraman-datore di luci ed esperto del suono-segretaria di edizione): uno studio televisivo vero e proprio, ricavato in un appartamento opportunamente ristrutturato. Per l’occasione il relatore predispose per i partecipanti uno studio su “L’impiego degli audiovisivi nelle aziende e negli enti locali”. Il presidente della CISPEL Avv. Camillo Ferrari nella prefazione , a testimonianza della sensibilità della Pubblica Amministrazione verso i problemi della comunicazione, scrive testualmente “l’aspetto più significativo (di questo studio) è costituito dal costante richiamo al concetto di globalità delle relazioni pubbliche ed alla conseguente necessità di vedere il messaggio audiovisivo come una tessera che armonizza con il più ampio mosaico di una “politica di relazioni pubbliche” ispirata alle risultanze di una accurata introspezione organizzativa e di uno studio sistematico delle caratteristiche dei destinatari della comunicazione. L’esperienza maturata dall’autore sul piano degli studi dell’organizzazione e dell’applicazione delle moderne tecniche direzionali lo ha indotto a presentare gli audiovisivi in termini di problematica aziendale, evidenziando, molto opportunamente, gli aspetti positivi e negativi delle possibili soluzioni secondo una visione critico-costruttiva che costituisce l’elemento caratterizzante di questo studio, e ne sottolinea l’utilità per quanti, ai vari livelli operativi, vogliono avere una panoramica sui nuovi mezzi di comunicazione e sulla loro reale possibilità di impiego”. A notizia va detto che il Centro Produzione Audiovisivi dell’ATM, nel corso della sua attività produsse numerosi programmi riguardanti manifestazioni aziendali (premiazione studenti e anziani-30’; Anniversario Liberazione -40’; presentazione nuova vettura Socimi-30’; Milano li chiama i miei bersaglieri-36’; e  soprattutto programmi per la formazione del personale (presentazione tecnica della metropolitana-30’;simulazione estrazione del corpo di un investito da un treno metropolitano- con l’intervento dei Vigili del Fuoco-25’; corso per manutentori di 1° livello-540’; la sicurezza è anche un modo di lavorare-13’; linea 3 metropolitana-6’; uso dei mezzi portatili antincendio-15’; sistema antincendio in metropolitana-30’; prove di reazione al fuoco per simulacri di armadi apparecchiature-26’; saldatura a stagno connettori-23’; cablaggio cavi-30’.  Lo stesso Comune di Milano-Ripartizione Ecologia-Igiene-Ambientale chiese( lettera 15 febbraio 1983) l’intervento della troupe televisiva del Centro in occasione di iniziative e manifestazioni di particolare interesse culturale e politico quali, ad esempio: la Conferenza Internazionale “il controllo dell’inquinamento atmosferico nei grandi centri urbani risultati e prospettive” (28 febbraio-2 marzo 1983); le elezioni politiche del 1976, il Referendum del 78. Ancora una volta quindi si deve dare atto alla Pubblica Amministrazione, in particolare quella lombarda - ma non è detto che altri esempi del genere non esistano su tutto il territorio nazionale - di una efficiente presenza nel campo della comunicazione, il che prevede  personale qualificato e serietà di impegno al servizio della cittadinanza.