1. - Utilizzando il dono della ragione l’uomo giunge a scoprire le leggi  che favoriscono la convivenza; purché si faccia attento a quell’anelito al giusto e al bene che porta scritto dentro di sé. Se è chiamato a ricoprire ruoli di responsabilità all’interno della compagine sociale cui appartiene la sua intelligenza si manifesta nel grado di adattabilità che sa esprimere nello svolgimento del proprio ruolo, cioè nel saper leggere la dinamica del reale , via via creando le leggi e gli strumenti capaci di accompagnarne lo sviluppo conservando l’armonia delle componenti sociali,senza venir meno ai principi che rendono la convivenza  a misura d’uomo. L’attuale momento storico mette in luce le conseguenze degli errori di una miope lettura della realtà  da parte dei poteri dominanti , aggrappati alla logica del profitto e dell’austerity,che minaccia di bruciare un’intera generazione di giovani europei ai quali è stato regalato un ambiente ricco di disuguaglianze sociali cui fanno da contrappunto le teorie economiche dei tecnici cerebralmente ingessati e lo sfavillio della roulette finanziaria dove “i padroni del mondo” siedono incuranti della povertà che dilaga e sordi ad ogni appello alla solidarietà. I mutamenti radicali indotti dalla globalizzazione richiedono un ripensamento dell’uomo e del mondo nella consapevolezza che l’economia  non è un fatto solo di produzione, lavoro, finanza, mercato ma c’è anche una dimensione psicologica quali la speranza, la fiducia nel futuro, la consapevolezza delle proprie capacità…. Sembra che anche gli economisti se ne stiano accorgendo,ma  appaiono un po’ lenti nell’assimilarlo; i più “puri” fra essi lo considerano semplicemente un vaniloquio, tuttora convinti di essere gli unici luminari capaci di risolvere le crisi in atto: per fortuna c’è chi non dimentica i risultati dei loro “salvifici” interventi recenti.

A fronte di ciò c’è chi non esita a definire l’austerity una trappola perché l’ideologia del rigore blocca la necessaria ripresa e mette a rischio il nostro futuro.Yanis Varoufakis l’economista docente di teoria economica all’Università di Atene e  già ministro delle Finanze del governo di Alexis Tsipras, non esita a dichiarare che “l’Europa ha smarrito la sua anima. Abbiamo prestato più attenzione alla finanza che alla democrazia. È incredibile la facilità con cui tendiamo a considerare naturale la distribuzione della ricchezza, se ci favorisce”

L’Europa così com’è non va e richiede per essere salvata l’adozione di riforme radicali in tempi brevi; cambiare la mentalità delle persone,ammettere che sono stati commessi degli errori, comunque riparabili se c’è determinazione e onestà intellettuale.

 

2. - Il rapporto lavoratori datore di lavoro ha una rilevanza economica fondamentale; l'armonia aziendale (leggi rapporto sindacati azienda) è un fattore che si riflette sulla capacità dell'azienda di recitare un ruolo competitivo sul mercato grazie anche alla sua capacità di adattamento alle variabili che esso di volta in volta presenta imponendo all'azienda un tempestivo cambio di passo, per non perdere le posizioni acquisite, e se c'è l'opportunità per migliorarle. Il segreto è quello di muoversi tempestivamente come un corpo armonico: ciò prevede l'instaurarsi di un clima aziendale caratterizzato da  uno stile di direzione condiviso e partecipato dai dipendenti: Germania docet. C'è chi dice che in Italia il sindacato è in crisi di identità e deve riscoprire un nuovo stile di presenza attiva e determinante nello sviluppo dell'impresa e del paese, assumendo il ruolo della compartecipazione alla gestione aziendale.I più avveduti fra i sindacalisti nel dichiarare la loro disponibilità a considerare tale possibilità, si chiedono con altrettanta chiarezza se i cosiddetti padroni sono altrettanto disponibili alla cogestione o se ritengono assolutamente incapaci i dipendenti di condividere attraverso i loro rappresentanti la gestione - soluzione delle problematiche aziendali. Il nostro amico Brambilla dice che i manager sono troppo “ puzzetta sotto il naso” per sedersi al tavolo delle decisioni aziendali insieme ad un sindacalista, al che il suo amico Arturo - piccoletto ottantenne già funzionario direttivo in un'azienda di notevole dimensioni e consulente di varie aziende durante il suo lungo passato lavorativo - colto e versatile, con la verve critica che gli è connaturale risponde al Brambilla che il sindacalista dovrebbe conoscere le tecniche direzionali, il mercato, la finanza…" Ma il Brambilla subito lo rimbrotta così "ma gli imprenditori italiani non sono mica tutti geni altrimenti le cose andrebbero meglio; anche loro dovrebbero passare un bel po' di tempo nelle posizioni di lavoro dei loro dipendenti per capire realmente cosa costa, in termini di fatica, di ingegno e di preparazione professionale realizzare i prodotti che gli permettono di avere la villa al mare e la barca.Forse c'è troppa ideologia e scarsa autocritica da entrambe le parti,che dovrebbero insieme fare un corso accelerato di buon senso e di umiltà, per cercare di capire che quando la barca fa acqua non serve litigare sul livello che ha raggiunto ma occorre darsi da fare subito per buttarla fuori al più presto; poi magari una volta arrivati a riva si può cercare insieme il modo migliore per ripararla. 

Infatti non si può ritenere un traguardo di persone avvedute quello di affogare avendo ragione. Il Brambilla, e l'Arturo con termini più ricercati, direbbero che questa è la filosofia dell'economia della sopravvivenza dove solo quelli "in ritardo sulla storia" sono contenti di morire gridando "Ho ragione io perché  sono il più bravo ! “.

A questo punto vien fatto di chiederci  "E se invocassimo l'intervento dei tecnici?..".no, dopo i recenti avvenimenti,questo ha tutta l'aria d un indiretto  invito alla pericolosa avventura.........per ora forse è meglio restare come siamo,sussurra il subconscio.

 

 

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