1 LIBRO

 

3 CRISI DI IMMAGINE E DI CONSENSO.

Politica, Chiesa cattolica, pubblica amministrazione

sfiduciati dalla pubblica opinione.Come risalire la china?(2015)

 

 

Fare bene e farlo sapere bene è la sigla riassuntiva delle relazioni pubbliche.

Far bene per il partito politico vuol dire servire al meglio la società.

Far bene per la Chiesa, è applicare con la massima coerenza la religione che rappresenta.

Far bene per la pubblica amministrazione, vuol dire offrire un servizio ottimale al cittadino.

 

Quel “bene” richiama la dimensione etica ed organizzativa, che sottende questi tre far bene.Farlo sapere bene, per i tre interlocutori della società sopra indicati, vuol dire utilizzare i mezzi tecnici più appropriati per supportare, interpretare e comunicare l’attività istituzionalmente svolta.

 

Quindi, in altre parole, le relazioni pubbliche possono essere definite la strategia globale del ben fare e del ben comunicare il ben fatto,in cui organizzazione e tecnica si sviluppano armonicamente in una cornice etica. La finalità di tale strategia è quella di conseguire consenso che si materializza in voto per il partito politico, in riconoscimento della qualità del servizio per la pubblica amministrazione, in adesione convinta e coerente al credo religioso per la Chiesa.

 

 

Partiti, Chiesa, Pubblica Amministrazione sono tre settori che stanno attraversando una profonda crisi di consenso proprio per la mancanza, da parte di chi ne è responsabile, di una visione strategica globale delle problematiche inferite: alla base c’è un distacco dalla realtà, poco conosciuta. Per ripartire occorre anzitutto ammettere la propria ignoranza,il che significa scoprire la determinante importanza della analisi e della documentazione, due strade da percorrere con grande impegno ed umiltà; cioè con la consapevolezza dei propri limiti ed errori; che richiede una strategia dell’attenzione e dell’ascolto che sostanzialmente sostituisce il servizio al potere.

 

 

Le relazioni pubbliche, se correttamente intese  nella loro dimensione etica-tecnica-organizzativa e professionalmente praticate da soggetti dotati di un adeguato background di esperienza e di cultura, possono far recuperare consenso ai partiti politici, alla Chiesa cattolica, alla pubblica amministrazione,ai sindacati, a qualunque ente o azienda in crisi di consenso.

 

L’informazione organizzata in chiave documentaria ed il corretto uso delle moderne tecnologie informatiche, favorendo l’esercizio del pensiero critico, garantiscono la formazione di opinioni motivate, la partecipazione consapevole, l’utilizzo del dubbio costruttivo quale strumento per alimentare le proprie certezze di coscienza, ed esprimere comportamenti con esse coerenti nel pieno rispetto della pubblica opinione ed a tutto vantaggio della democrazia.

2 LIBRO

 

LA RICERCA PARAPSICOLOGICA OGGI:

DOCUMENTI  E PROSPETTIVE

Mursia editore – Milano – 2007 -

 

Indagare sul mondo dell’occulto e sul paranormale anche, ma non solo, con gli strumenti ed i metodi della scienza, impegnandosi in una documentata ricerca personale, che attraverso un processo critico consenta di rendersi conto delle motivazioni che sono alla base delle proprie opinioni in materia.

È la sfida che lancia al lettore questo libro che per la prima volta affronta la complessa galassia del paranormale cercando di descriverla e di analizzarla in ogni suo aspetto.

Scienziato, biblista, psichiatra, storico delle religioni, fisiologo, esorcista, fisico, filosofo, maestro yoga, ingegnere biomedico, operatore shiatsu, psicologo, educatore, chimico farmacologo, esperto di spiritualità, neurologo, studiosi  di magia nera, di religioni orientali, di astrologia, si confrontano con le problematiche, la fenomenologia, le esperienze di fenomeni paranormali descritte dai protagonisti, il carisma, la possessione diabolica, il mistero della mente e il suo sconosciuto potere.

L’obbiettivo è quello di tentare di tracciare i confini del mondo dell’occulto, che ha ormai assunto la dimensione di un richiamo di massa, imponendo nei fatti una riflessione a più voci che non sia limitata alla contrapposizione tra chi ci crede e chi non ci crede, ma evidenzi il perché delle varie posizioni.

Nessuna tesi a priori ma un percorso multidisciplinare che in termini chiari e scientificamente accettabili rappresenta un punto di riferimento nella sterminata marea di pubblicazioni “spesso discutibili sul piano della serietà e dell’onestà degli intendimenti”.

3 LIBRO

 

L’IMPIEGO DEGLI AUDIOVISIVI
NELLA RIFORMA SANITARIA

L’informazione è il tessuto connettivo della riforma sanitaria,

gli audiovisivi sono il mezzo più moderno per comunicare.

Bell e Howell Italia –Information system. For work,

education and entertainment ( 1980 )

 

Questo studio è dedicato a tutti coloro che si occupano del problema della comunicazione in campo sanitario, e più specificatamente della informazione, formazione e aggiornamento del personale medico e paramedico, nonché dell’educazione sanitaria in campo scolastico, aziendale, comunitario: ciò allo scopo di avviare un dialogo sulle possibilità che i mezzi audiovisivi offrono per il perfezionamento del processo di apprendimento e per le innumerevoli applicazioni che rendono realizzabili.

 

Con il varo  della riforma sanitaria lo Stato italiano ha avviato un processo di grande rilevanza sociale, che si prefigge di migliorare la qualità della vita attraverso una tutela più adeguata della salute del singolo e della comunità. Come è stato ripetutamente sottolineato da autorevoli fonti, in campo sanitario e politico, l’attuazione della riforma sanitaria richiede un massiccio sforzo sul piano della informazione dell’opinione pubblica, della formazione dei futuri operatori sanitari, dell’aggiornamento dei medici e paramedici già professionalmente operanti.

 

Poiché il motivo conduttore della riforma è costituito dall’informazione formativa il problema da risolvere in via prioritaria è  quello di rendere disponibili gli strumenti per una sua capillare e adeguata realizzazione e  di addestrare chi deve utilizzare tali strumenti. Va tuttavia chiarito, in modo inequivocabile, che l’introduzione dei mezzi audiovisivi in campo sanitario non può e non deve in alcun modo incrinare il ruolo fondamentale e insostituibile del fattore umano:l’audiovisivo integra e valorizza il contenuto culturale del messaggio ed offre un più adeguato mezzo espressivo al messaggero.

 

 

Va notato, per inciso, che di rilevante utilità risulta l’utilizzo della televisione nella didattica chirurgica in quanto rende possibile evidenziare in tempo reale, anche su grande schermo, ogni particolare dell’intervento, tesaurizzando con opportuni fermi immagine i  momenti più significativi ai fini didattici: il tutto memorizzabile in videocassette e su altri supporti, realizzando così una preziosa documentazione, la cui validità è intuitiva

La tv può anche contribuire a risolvere l’assillante problema di conciliare la scarsità di personale con l’esigenza di un controllo continuativo a distanza dei degenti; comunque non potrà mai essere considerata un mezzo per “risparmiare” personale, assolutamente insostituibile in campo sanitario, dove il fattore umano non ammette surroga.

 

Le applicazioni sono innumerevoli data la versatilità degli strumenti a disposizione, che consentono l’utilizzo sia di immagini fisse sia di immagini in movimento.

 

Lo studio prende in considerazione una ipotesi organizzativa che preveda la costituzione di un centro produzione audiovisivi, evidenziando la sostanziale differenza fra il momento creativo e il momento gestionale del programma audiovisivo, con tutte le implicazioni del caso. Si conclude quindi con l’esposizione grafica e dettagliata dell’iter di un messaggio audiovisivo evidenziando il ruolo degli uffici  documentazione periferici delle singole unità operative, quello del centro documentazione e del centro produzione audiovisivi:il tutto è inquadrato nella logica della formazione permanente del medico e del personale sanitario in genere.

4 LIBRO

 

AUDIOVISIVI E RELAZIONI PUBBLICHE

NELLA BANCA MODERNA

Uno studio sulla formazione del personale bancario

realizzato con l’impiego delle moderne tecniche di comunicazione

Bell e Howell Italia –Information system. For work,

education and entertainment ( 1979 )

 

Ben diverse rispetto a quelle tradizionali sono le responsabilità che caratterizzano oggi la posizione dell’istituto di credito di fronte all’impresa ed al risparmiatore. Concedere un finanziamento ad un’azienda, specie se media  o piccola, significa il più delle volte per la banca non solo erogare denaro ma valutare anzitutto, in termini critici, il grado di flessibilità della struttura organizzativa della beneficiaria del credito e di conseguenza, la sua capacità potenziale di realizzare un rilancio produttivo in un momento di crisi congiunturale.

 

È una delle ricorrenti valutazioni che richiede personale altamente specializzato ed  ampiamente documentato sulla realtà socio economica. Va altresì rilevato il progressivo accentuarsi della tendenza da parte della piccola e media azienda a considerare la banca come “consulente”, verso la quale si va pertanto instaurando un rapporto di “auditing” sotto il profilo economico- finanziario- organizzativo, che acquista carattere di particolare utilità nel complesso settore degli scambi con l’estero.

Ma anche il piccolo risparmiatore chiede oggi alla banca un servizio ben diverso da quello tradizionale: il più delle volte egli vuole infatti investire oltre che risparmiare e pone pertanto quesiti la cui evasione richiede, in chi è chiamato a rispondere, la capacità di attingere ad un ricco patrimonio culturale e professionale. Trasformando  il proprio dipendente nell’intelligente terminale di un ben articolato sistema informativo organizzato in chiave documentaria, la banca può contribuire a diffondere tra la propria clientela un più alto senso di corresponsabilità sociale, favorendo la formazione di una “coscienza economica” nei risparmiatori.

 

Il successo della banca non è dunque tanto garantito dall’ampiezza del budget pubblicitario, ma piuttosto dal grado di professionalità dei suo personale, che deve saper “vendere” una buona immagine della propria azienda, offrendo un servizio che per stile e  contenuto deve essere portato ad un livello qualitativo che va ben oltre quello tradizionale;ciò prevede un processo di formazione continua a tutti i livelli : nell’attivazione e nel mantenimento di tale processo lo strumento audiovisivo gioca un ruolo determinante, se professionalmente utilizzato nell’ambito di un programma globale di Relazioni Pubbliche.

5 LIBRO

 

IL QUOTIDIANO E LE  BIBLIOTECHE REGIONALI:

STAMPA,CULTURA E DOCUMENTAZIONE
studio sulle tecniche documentarie per la Commissione-Istruzione-

Cultura- Informazione della Regione Lombardia -(1979)

 

(36 anni fa in mancanza dei moderni strumenti informatici)

 

Si avverte la necessità di trasformare le biblioteche operanti nell’ambito regionale in altrettanti centri culturali ove la cittadinanza in genere, e i giovani in particolare, abbiano la possibilità di apprezzare ed utilizzare il quotidiano come strumento di ricerca e veicolo culturale.

In sostanza il problema è quello di rendere disponibili i maggiori quotidiani a tiratura nazionale presentandone il contenuto in modo da consentire una rapida e proficua ricerca a quanti vogliono approfondire una particolare tematica attraverso gli organi di informazione.

 

È evidente l’aspetto di Relazioni Pubbliche implicito in una iniziativa di questo genere che avendo come promotrice la Regione proietta della stessa un’immagine positiva; il che è estremamente importante soprattutto ai fini di alimentare un dialogo continuativo fra le giovani generazioni e l’ente locale, che se ormai non può dirsi di recente istituzione certamente può essere ancora definito come un “illustre sconosciuto”.

 

Il problema presenta aspetti tecnici, economici e professionali che devono essere esaminati attentamente per stabilire la necessaria gradualità nella realizzazione, tenendo conto dell’interdipendenza dei fattori indicati.

Si tratta di ipotizzare un programma semplice e lineare in cui l’uomo, la macchina e l’organizzazione confluiscano armonicamente in momenti realizzativi rispondenti alla realtà in cui la Regione deve operare

 

A nostro avviso però la documentazione sui quotidiani ha un senso , e si giustifica come impegno economico ed organizzativo, solo se collocata nel più ampio contesto di una politica globale di comunicazione, cioè di Relazioni Pubbliche, mediante la quale la Regione si propone di attivare un processo culturale.

In tale ottica l’offerta dei quotidiani non rappresenta quindi una semplice “proposta di lettura”, cioè l’offerta di una massa di informazioni provenienti da più fonti; si tratta invece della proposta di “informazioni organizzate” in modo da favorire il “momento critico” del lettore

 

Infatti è il modo di acquisire e utilizzare gli elementi conoscitivi che qualifica la comunicazione come informazione o come documentazione. La documentazione, a differenza della informazione, è basata sulla correlazione logica di più elementi conoscitivi, ciascuno dei quali si evolve continuamente, acquisendo un peso e un significato diverso rispetto agli altri elementi cui è correlato e diventando suscettibile di nuove correlazioni nel corso dell’evoluzione stessa.

Ci si può considerare pertanto documentati solo se si abbraccia in termini conoscitivi la realtà contemporaneamente nel suo complesso e nei suoi elementi costitutivi, in una prospettiva dinamica, in cui l’attualità è sempre  vista in una dimensione storica, cioè in un collegamento logico e cronologico con gli elementi precedenti e con i possibili sviluppi futuri.

 

Il passaggio dalla informazione alla documentazione richiede dunque anzitutto alcune precisazioni di carattere metodologico; in secondo luogo richiama la figura dello “specialista in documentazione”, che deve fare da tramite fra l’ente pubblico e l’utente interno ed esterno della documentazione (dipendente e quadri dell’ente, cittadino) esprimendo una professionalità che attinge ad un ricco background culturale e si manifesta anche attraverso la capacità di stabilire interazioni in chiave di Relazioni Pubbliche.

 

Per questo motivo si rende anzitutto necessario fornire alcune indicazioni su quell’aspetto fondamentale del processo documentario che è costituito dalla “classificazione” dei documenti, la cui tipologia riflette la scelta dell’ente nel campo della politica dell’informazione.  

Nè possiamo esimerci dal delineare i tratti fondamentali del protagonista di questa politica: il documentalista, la cui funzione fa da supporto all’attività del dirigente della biblioteca; così come non sostituisce né altera quella del capo ufficio stampa di un ente locale o di un’azienda municipalizzata

 Si deve anzi affermare che una documentazione moderna valorizza il lavoro dell’addetto stampa, al quale offre un valido supporto operativo, oltre a costituire un potenziale strumento di informazione-formativa  dei quadri dell’ente e dell’azienda pubblica, se questi decidessero di applicare una politica del personale concepita come strumento di Relazioni Pubbliche,nell’ottica di un management orientato sull’uomo.

 

Lo studio si occupa altresì di tracciare un programma teorico - pratico riguardante il coordinamento dell’attività degli uffici stampa degli enti locali e delle aziende municipalizzate da esse dipendenti, proponendo soluzioni organizzative che se applicate avrebbero positivi riflessi economici.

 

Delineato questo quadro concettuale si procede alla presentazione degli strumenti tecnici disponibili sul mercato, come meglio rispondenti alle necessità operative indicate nel programma di comunicazione. che si intende adottare: per una migliore comprensione vengono descritti alcuni esempi applicativi.

6 LIBRO

 

 

LA TV PER  UNA DIDATTICA NUOVA

Uno studio sulla moderna teledidattica intesa

come metodo partecipativo in una scuola democratica
Bell e Howell Italia –Information system. For work,

education and entertainment ( 1978 )

 

il rinnovamento della scuola italiana passa necessariamente attraverso l’adozione di un nuovo strumento didattico: la televisione. Perché?

Perché la tv didattica stimola la personalità dell’allievo facendo della cultura  un fatto soggettivo, una conquista individuale, anziché l’accettazione passiva di paradigmi culturali.

Perché la tv offre al docente la possibilità di stabilire un colloquio che integra e valorizza il contenuto culturale del messaggio che egli trasmette ai suoi allievi : la tv è infatti un mezzo integrativo della lezione, non un sostituto del docente.

 

Far lezione con la tv significa:

  • favorire l’apprendimento degli allievi, stimolandone la partecipazione e le capacità creative attraverso la ricerca e la discussione di gruppo

  • conferire al docente il ruolo di operatore culturale anziché di semplice trasmettitore di nozioni

 

La tv non tende quindi, come erroneamente qualcuno pensa, a ridurre la scuola ad un luogo in cui gli allievi apprendono da soli in un rapporto diretto uomo-macchina; costituisce invece un elemento catalizzatore che accomuna in uno sforzo creativo e  critico costruttivo alunni e docenti, sviluppando lo spirito di gruppo.

 

Né tanto meno la tv tende a sostituire il docente al quale offre, al contrario, la possibilità di esprimere più pienamente la sua personalità e di meglio valorizzare la sua specifica competenza.

 

Si può quindi parlare di televisione integrativa e formativa che si propone di arricchire l’intervento dell’insegnante offrendo a tale intervento una piattaforma visualizzata costituita da elementi idonei a stimolare la capacità di apprendimento degli allievi, che la moderna didattica tende a considerare non tanto delle persone nelle quali si devono “mettere dentro” delle nozioni ma piuttosto educare a “tirar fuori” delle conoscenze, come risultato di un corretto processo di apprendimento.

 

7 LIBRO

 

L’IMPIEGO DEGLI AUDIOVISIVI
NELLE AZIENDE E NEGLI ENTI LOCALI

Ed..Confederazione Italiana dei Servizi Pubblici degli Enti Locali – Roma (1975) 

 

 

Nelle aziende e negli enti locali il dialogo fra direzione aziendale e dipendenti è strettamente intrecciato con quello che quotidianamente si sviluppa fra i dipendenti stessi e l’utenza alla quale ciascuno di essi, col proprio comportamento, “vende” un’immagine dell’azienda cui appartiene: concorrendo così in modo determinante a definire la “qualità” del servizio offerto.

 

Le pubbliche relazioni interne e quelle esterne, sarebbe come dire politica del personale e rapporti col pubblico, sono pertanto interdipendenti fra loro e costituiscono il riflesso del programma di comunicazione che caratterizza la “filosofia” dell’ente e dell’azienda: il tessuto connettivo della loro attività, dove “servire” e “comunicare” si identificano.

 

Questo manuale teorico pratico fa riferimento all’omonima Giornata di Studio Nazionale di Sirmione(1975), che vide l’autore come relatore unico.

L’aspetto più significativo è costituito dal costante richiamo al concetto di globalità delle RP ed alla conseguente necessità di vedere il messaggio audiovisivo come una tessera che armonizza con il più ampio mosaico di una “politica” di Relazioni Pubbliche ispirata alle risultanze di una accurata introspezione organizzativa e di uno studio sistematico delle caratteristiche dei destinatari della comunicazione.

8 LIBRO

 

 

COMO TENER BUENAS RELACIONES PUBLICAS

Iberico Europea de Ediciones S.A. – Madrid (1971)

 

Il termine “relazioni pubbliche” è ormai entrato nel linguaggio comune: se ne parla in rapporto all’attività delle imprese pubbliche e private, dello Stato, di enti e organizzazioni di vario genere.

In realtà che cosa sono e a che cosa servono le relazioni pubbliche? Perché  un’azienda, un ente pubblico, un partito politico, una confessione religiosa hanno bisogno delle relazioni pubbliche?

Viene qui offerto un quadro organico ed esauriente che costituisce in sé una premessa culturale ed operativa  evidenziando anzitutto le caratteristiche etiche, tecniche ed organizzative che consentono alle pubbliche relazioni, se correttamente intese e professionalmente applicate, di gestire positivamente la dinamica del consenso attraverso una corretta programmazione globale della comunicazione e la sua coerente applicazione.

La premessa è costituita dalla introspezione organizzativa con la quale l’ente prende coscienza della propria situazione, accompagnata dall’analisi dei pubblici esterni ed interni con i quali l’ente deve continuamente dialogare: la validità di questo patrimonio di conoscenze sta nella sua organizzazione in chiave documentaria, dove gli elementi conoscitivi sono presentati in una correlazione logica e cronologica che consente di leggere e interpretare la “realtà”contemporaneamente nel suo complesso e nei suoi elementi costitutivi, cogliendo la dinamica del presente e di predisporre ragionevoli, motivate politiche di immagine proiettate nel futuro.